Grazie al progetto Periferie Inclusive la prima esperienza di “lavoro all’esterno” per Matteo
E’ iniziata il 5 novembre l’esperienza di lavoro fuori dalle mura del centro socio-occupazionale
OPIMM di via Emilia Ponente per Matteo, giovane con disabilità che, dopo essere stato impegnato
per diversi mesi nell’attività di confezionamento di guanti da lavoro presso il laboratorio protetto,
adesso, per alcune settimane, svolgerà la medesima attività presso la Fastenal Europe in Calderara
di Reno, azienda che si occupa principalmente di commercio all’ingrosso di ferramenta e soluzioni
per la gestione dell’inventario industriale.
L’attività si svolge nell’ambito del progetto Periferie inclusive mirato a promuovere l’autonomia e
migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità attraverso la realizzazione di attività di
formazione, socializzazione e promozione dell’inserimento lavorativo.
Il progetto è stato finanziato nel 2024 attraverso un bando del Ministero per la disabilità, rivolto ai
comuni con più di 300mila abitanti, di cui il Comune di Bologna è risultato vincitore. Le attività
sono state definite attraverso un percorso di coprogettazione che ha coinvolto tredici Enti del
Terzo Settore che operano nell’ambito dell’inclusione delle persone con disabilità, riuniti in tre diversi Raggruppamenti Temporanei di Impresa (RTI), uno dei quali – con capofila Cooperativa
Sociale Bologna Integrazione a marchio ANFFAS – comprende anche OPIMM.
Gli interventi, come richiesto dal bando, sono sviluppati nelle aree periferiche urbane, in cui,
soprattutto in alcune zone, le rilevazioni statistiche dei dati relativi alla fragilità demografica,
sociale ed economica evidenziano la presenza di valori più elevati rispetto alla media cittadina. In
questi contesti le persone con disabilità necessitano quindi di adeguati sostegni per contrastare i
rischi di isolamento e marginalizzazione attraverso percorsi di potenziamento delle opportunità e
delle relazioni di prossimità.
Il progetto mira, da un lato, a rafforzare gli interventi rivolti alle persone già in carico al Servizio
sociale per la disabilità, con l’obiettivo di integrare e potenziare le attività di formazione,
accompagnamento e socializzazione; dall’altro a intercettare una platea più ampia di persone con
disabilità, attraverso la collaborazione con gli Sportelli Sociali, i servizi sanitari specialistici e con le
associazioni e gli Enti del terzo settore che accompagnano e sostengono le persone con disabilità e
le loro famiglie.
L’esperienza oggetto del presente articolo, quindi, rientra nella prima tipologia di interventi ed è
possibile perchè a spostarsi in azienda non è solo la persona con disabilità, ma anche il suo
educatore, al fine di ricreare in un ambiente di lavoro esterno una situazione protetta analoga a
quella vissuta nel centro socio-occupazionale, con il valore aggiunto di ritrovarsi in un contesto
lavorativo reale che facilita di gran lunga il processo di costruzione di una identità lavorativa.
Tutto ciò è stato reso possibile innanzitutto grazie alla disponibilità di Fastenal Europe con cui
contiamo di poter continuare a collaborare affinchè anche altre persone, come Matteo, possano
vivere simili esperienze di inclusione lavorativa e sociale.





