PROGETTO SKY – TEMPO DI BILANCIO
Opimm partecipa all’ultimo incontro transnazionale

l 9 febbraio si è svolto a Bruxelles il Seminario finale del progetto SKY – Skills for long-term unemployed, occasione per fare un bilancio del progetto e per discutere la metodologia SKY in una tavola rotonda in cui i partner del progetto, MIREC (Belgio), AGFE (Francia), Fundació Trinijove (Spagna), Fundacja Pomocy Wzajemnej Barka (Polonia), Scuola Centrale Formazione (Italia), insieme a esperti esterni si sono confrontati sui 5 temi principali individuati durante la realizzazione: quale formazione per il ricollocamento, partnership con le aziende, impatto sui beneficiari, certificazione, reti territoriali.

Il contributo a tale confronto da parte dell’Italia, rappresentata da Opimm e Fomal coordinati da SCF, è il frutto delle osservazioni emerse nel corso della realizzazione delle tre micro-formazioni rivolte a disoccupati di lunga durata iscritti al progetto Insieme per il lavoro negli ambiti ristorazione, assistenza alla persona e manutenzione del verde.

Presso la sede della Commissione europea sono state condivise riflessioni e considerazioni relativamente ai percorsi di micro-formazione sperimentati, evidenziando punti di forza e di debolezza della metodologia del progetto SKY, con la finalità di definire un modello che possa contribuire a riavvicinare al mondo del lavoro i disoccupati di lunga durata, grazie all’acquisizione di competenze specifiche richieste dal mondo produttivo.

I punti discussi nella tavola rotonda confluiranno in raccomandazioni politiche che saranno presentate alla Commissione ed eventualmente saranno il punto di partenza per un nuovo progetto europeo.

Ecco i principali nodi emersi:

– la micro-formazione è un’ottima opportunità per le aziende di conoscere le persone in un ambiente di apprendimento basato sul lavoro e di valutare se attivare collaborazioni lavorative

– per alcuni disoccupati di lunga durata (LTU) la micro-formazione si è rivelata uno strumento efficace per riattivarsi e recuperare fiducia in se stessi e nella possibilità di rientrare al lavoro. Dopo la formazione hanno ripreso la ricerca attiva del lavoro

– in altri casi una o più micro-formazioni non sono sufficienti per l’inserimento lavorativo ed è necessario integrare e completare il percorso con una esperienza di medio termine, come ad es. un tirocinio e altre esperienze di apprendimento permanente

– si rileva che i LTU hanno bisogno di una formazione continua per acquisire soft skills altrimenti rimangono “non attraenti” per le aziende o comunque non riescono ad avere tenuta. Le competenze trasversali sono un “kit” che è fondamentale in tutti gli ambiti e settori lavorativi, al di là del profilo, e rappresentano spesso l’elemento determinante per il successo dell’inserimento lavorativo

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